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Il carcere statunitense di Guantanamo fu fondato nel 2002, in seguito agli attentati di New York dell'11 Settembre 2001, durante la presidenza di George Bush; lo scopo era quello di detenere e interrogare i talebani e i membri di Al Quaeda (la maggioranza dei quali provenivano dall'Afghanistan) sugli attentati commessi, su possibili attentati futuri, e di localizzare altri terroristi islamici. Il carcere si trova in una base navale nella baia di Guantanamo, Cuba. La scelta fu effettuata seguendo una strategia per evitare qualsiasi responsabilità degli Stati Uniti, dal momento che la base navale appartiene all'esercito USA ma è situata in territorio non statunitense. L'allora presidente cubano Fidel Castro denunciò l'occupazione illecita di questo territorio per mano dell'esercito degli Stati Uniti. Degli iniziali 750 "sospettati" appartenenti a 30 differenti nazionalità che furono condannati al carcere ne rimangono attualmente circa 250. A metà del 2009 è stato reso pubblico che durante gli ultimi 7 anni a Guantanamo si sono verificati più suicidi (4 per la precisione) rispetto alle giuste esecuzioni: 3. In questo stesso periodo più della metà dei detenuti sono stati liberati dopo alcuni anni di prigionia ingiusta, perchè non avevano fornito le informazioni che si presupponeva stessero nascondendo. Il motivo si intuisce facilmente: erano persone innocenti. La situazione di "non apparente legalità" del carcere consente al governo degli Stati Uniti di dichiarare che i prigionieri di Guantanamo si trovano in quella che viene generalmente definita "terra di nessuno". Nonostante i diritti dei prigionieri di guerra siano definiti dalla Convenzione di Ginevra, per giustificare la mancanza di diritti dei detenuti di Guantanamo George Bush affermò pubblicamente che i questi ultimi non possono essere definiti prigionieri di guerra, ma "combattenti illegali ed assassini". Dall'anno della fondazione ad oggi moltissime sono state le denunce fondate, i racconti e le testimonianze di prigionieri che vi sono stati incarcerati e sono stati successivamente riscattati dalle proprie nazioni o dai propri avvocati; fotografie, video, e altro materiale dimostrano che all'interno del carcere la tortura è un processo continuo, così come l'umiliazione, gli abusi, e tutte quelle pratiche che non hanno niente a che vedere con i normali interrogatori, e che violano i diritti umani sotto molteplici aspetti, a partire dal fatto che molti detenuti sono stati incarcerati per più di 4 o 5 anni senza subire alcun tipo di processo, e senza possibilità di difendersi. Ecco alcune delle pratiche di tortura abituali che sono state denunciate: - Simulazione di soffocamento Il governo Bush ha sempre difeso queste pratiche, affermando che non si tratta di tortura ma di normali metodi di interrogatorio. Traduzione in tedesco all'interno del progettodi traduzione gratuita di siti Internet per ONG ed ONLUS. Progetto diretto da Mondo Services. Traduttore: Marta Moglie.
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